Categoria: WordPress

  • AdSense aggiungere dominio di terzo livello

    AdSense aggiungere dominio di terzo livello

    AdSense di Google è un programma pubblicitario che ti permette di inserire pubblicità nel tuo sito e quindi di ricavarne un profitto. Inserire un dominio, quindi il nome del sito, è una cosa abbastanza semplice. Aggiungere invece un dominio di terzo livello su AdSense, non è di per sé difficile ma la procedura è poco documentata se non per niente.

    Intanto vediamo come è struturato un dominio per quanto riguarda un sito presente nel web, ovvero il nome del sito.

    Ammettiamo che il nome del sito o più tecnicamente dominio sia fabiobernni.it, questo è diviso da punti e ogni parte ha un preciso nome. Si inizia partendo da destra, per cui guardando l’esempio “.it” è il dominio di primo livello o TLD (Top Level Domain), “fabiobernini” è il dominio di secondo livello o SLD (Second Level Domain). Secondo l’esempio il dominio è composto solamente da dominio di primo livello e dominio di secondo livello.

    A un dominio così composto può essere aggiunto anche un altro nome, sempre diviso da un punto a sinistra del dominio di secondo livello. Questa terza etichetta si chiama dominio di terzo livello o sottodominio.
    Quindi ammettendo che si voglia creare un dominio di terzo livello chiamato “pincopallino”, sempre considerando l’esempio, il nome completo del domino di terzo livello sarà pincopallino.fabiobernini.it

    AdSense aggiungere dominio di terzo livello

    Fatta questa doverosa promessa veniamo al motivo dell’articolo. Per monetizzare con AdSense ovviamente prima dovrai fare una registrazione e quindi creare un account su AdSense.

    Una volta registrato, a questo punto dovrai inserire il dominio del tuo sito su cui vuoi che compaiano le pubblicità. Successivamente ti verrà creato un file che si chiama ads.txt che dovrai mettere sulla cartella principale del tuo sito.

    Nel file ads.txt che ripeto ti viene creato automaticamente c’è scritto qualcosa simile a questo:

    Ora se andrai ad aggiungere il dominio pincopallino.fabiobernini.it nella pagina di configurazione di AdSense, ti dirà che il dominio è già esistente perché hai già impostato fabiobernini.it che comunque è il dominio principale.

    Per aggiungere un dominio di terzo livello, quindi, dovrai aggiungere una direttiva al file ads.txt, per la precisione la seguente, sempre tenendo conto dell’esempio:

    subdomain=pincopallino.fabiobernini.it

    Pertanto, il file ads.txt dovrà risultare come di seguito:

  • Wamp Server quale scegliere

    Wamp Server quale scegliere

    In questo articolo cercherò di farti conoscere i più noti Wamp Server per indirizzarti su quale scegliere.

    Se non sai cosa è un Wamp server leggi questo articolo: Cosa è un LAMP Server.

    Intanto ti indico quali ho testato e che sono i più famosi:

    1) WampServer

    Per prima cosa ti dico che a mio giudizio WampServer è il migliore!

    Pro

    • Interfaccia in italiano
    • Possibilità di installare sia MySQL che MariaDB come database
    • Aggiornamenti frequenti dei vari software Apache, PHP, MySQL, MariaDB, Adminer e phpMyAdmin scaricabili dal sito: Wampserver – Files and addons
    • Possibilità di installare più versioni dei software Apache, PHP, MySQL, MariaDB e phpMyAdmin e fare lo switch tra di loro
    • Gestione dei database anche tramite i programmi Adminer e DBeaver
    • Creazione semplice di Virtual Host per sviluppare più siti
    • Facilità di accesso ai file di configurazione dei vari software
    • Puoi installare ambienti di sviluppo come Node.js

    Contro

    • Per ora non è possibile installare un server web diverso da Apache, NGINX per esempio
    • Non si possono installare linguaggi di programmazione quindi è prettamente utilizzabile per creare siti Internet

    2) Laragon

    Laragon è la mia seconda scelta. È un software relativamente nuovo che penso possa maturare col tempo.

    • Interfaccia in italiano
    • Possibilità di installare MySQL, MariaDB, PostgreSQL e MongoDB come database
    • Installazione degli aggiornamenti dei vari software Apache, PHP, MySQL, MariaDB, PostgreSQL, MongoDB. HeidiSQL e phpMyAdmin
    • Possibilità di installare più versioni dei software Apache, PHP, MySQL, MariaDB, PostgreSQL, MongoDB e phpMyAdmin e fare lo switch tra di loro
    • Gestione dei database anche tramite il programma Adminer
    • Creazione semplice di Virtual Host per sviluppare più siti
    • Facilità di accesso ai file di configurazione dei vari software
    • Possibilità di installare e utilizzare NGINX come server web

    Contro

    • Trovi installato anche il lnguaggio di programmazione PERL

    3) XAMPP

    Pro

    Sempre considerando il rapporto con gli altri non ne ho trovato nessuno.

    Contro

    • Molto minimale
    • Puoi usare solo MariaDB come database
    • Non puoi installare versioni diverse dei vari software tanto meno fare uno switch tra essi
    • Puoi creare Virtual Host solo agendo sul file di configurazione di Apache. Piuttosto complicato per chi non è del mestiere.

    4) Mamp

    Sinceramente questo programma non mi dice nulla se non nella versione Pro che però è a pagamento e si può provare per un certo tempo.

    Pro

    • Rapportato agli altri, la versione gratuita, personalmente trovo che non abbia nessun pro

    Contro

    • Molto minimale
    • Non puoi installare versioni diverse dei vari software tanto meno fare uno switch tra essi
    • Non puoi creare Virtual Host quindi lo puoi usare solo per un sito
    • Non puoi installare software diversi da quelli con cui è prodotto, tipo altri database, altri gestori di database ecc.

    La versione Pro invece implementa tutti i contro ma bisogna comprarla.

    Ora dovresti avere delle indicazioni in più per capire quale server Wamp scegliere.

  • Installare imagick su WampServer

    Installare imagick su WampServer

    Installare imagick su WampServer non è proprio una cosa semplice o intuitiva. Ciononostante potresti aver bisogno di installare imagick perchè usi questo noto programma per creare server Wamp. WordPress per dire lo richiede perchè è di fondamentale importanza per la gestione delle immagini. Anche se non in maniera prettamente obbligatoria. Se hai installato il plugin Health Check & Troubleshooting noterai tra i suggerimenti la mancanza di imagick:

    I moduli PHP svolgono la maggior parte delle attività sul server che eseguono il tuo sito. Eventuali modifiche a questi devono essere apportate dall’amministratore del server.
    Il team hosting di WordPress mantiene una lista di questi moduli, sia i raccomandati che gli obbligatori, nel handbook del team(si apre in una nuova scheda).
    Attenzione Il modulo facoltativo, imagick, non è installato o è stato disabilitato.

    Installare imagick su WampServer
    Installare imagick su WampServer

    Ora vediamo quello che bisogna fare ma non prima di averti elencato le versioni dei vari software necessari per creare il server web che ho installato io con WampServer, in pratica tutte le versioni aggiornate al momento in cui sto scrivendo questo articolo:

    • WampServer versione 64 bit 3.3.4
    • Apache 2.4.58.1
    • phpMyAdmin 5.2.1
    • MySQL 8.2.0
    • PHP 8.1.27 (non è l’ultima versione, l’ultima è la 8.3.0, ma è l’ultima versione della serie 8.1.x, più avanti capirai perchè)

    Nota importante sulla scelta di imagick

    Come ti ho anticipato, per prima cosa cerchiamo di capire quale è la versione PHP per imagick. Imagick funziona esclusivamente con la versione di PHP con cui è stato elaborato. Pertanto quando scaricherai imagick, dovrai scaricare fedelmente quella creata per la versione di PHP che vorrai utilizzare considerando anche se hai installato PHP a 32 o 64 bit.

    Attualmente l’ultima versione di imagick funziona con PHP 8.1.x ecco perché io ho installato PHP 8.1.27 che è l’ultima della serie 8.1, puoi provare a seguire la procedura utilizzando PHP 8.3.0 ma già ti dico che sprecherai il tuo tempo.

    Procedura per installare imagick su WampServer

    1. Prima di tutto scarica imagick, desumo che vorrai scaricare la versione 3.7.0 che attualmente è l’ultima da questo sito: PECL :: Package :: imagick (php.net). Ricordati che anche se è l’ultima non funziona con le ultime versioni di PHP ma solo con la versione 8.1.x, almeno per ora. Clicca sul link con l’etichetta “DLL”

    Come vedrai nella pagina che si apre ci sarà specificatamente la versione di PHP, in questo caso 8.1, e 32 o 64 bit.

    Scegli il file indicato come Thread Safe (TS).

    Consideriamo che scaricheremo la versione per PHP 8.1 a 64 bit, scaricheremo il file php_imagick-3.7.0-8.1-ts-vs16-x64.zip

    1. Estrai il file compresso .zip in una cartella di tuo piacimento
    2. Desumendo che io ho installato WampServer nel percorso d:\wamp64, copia, dalla cartella in cui hai appena decompresso imagick, il file php_imagick.dll nella cartella D:\wamp64\bin\php\php8.1.27
    3. Ora sempre dalla cartella in cui hai decompresso imagick, copia tutti i file che iniziano per CORE_RL_ nella cartella “bin” di Apache di WampServer. Quindi, considerando che ho installato l’ultima versione di Apache (2.4.58.1), il percorso è: D:\wamp64\bin\apache\apache2.4.58.1\bin
    4. Adesso inseriamo una direttiva nel file di configurazione Apache.
      • Clicca sull’icona di WampServer in basso a destra vicino all’orologio
      • Dal menù che si apre scegli PHP
      • Dal sottomenù php.ini [Apache module]
        Ti si è aperto il file di configurazione con un programma di editor di testi, probabilmente il Notepad di Windows.
      • Cerca in questo file la sezione Dynamic Extensions
    Installare imagick su WampServer
    Installare imagick su WampServer
    1. Scorri in basso e sotto la direttiva ;extension=shmop aggiungi la direttiva extension=imagick. Ovviamente salva il file e chiudi pure.
    Installare imagick su WampServer
    Installare imagick su WampServer
    1. Ora attiva il modulo imagick in PHP
      • Clicca sull’icona di WampServer in basso a destra vicino all’orologio
      • Dal menù che si apre scegli prima PHP
      • Dal sottomenù scegli PHP Extensions
      • Quindi dal nuovo sottomenù spunta imagick
    Installare imagick su WampServer
    Installare imagick su WampServer

    Controlla il file di log di PHP “PHP Error Log”, se hai seguito bene la procedura non ci dovrebbe essere nessun errore e quindi ora potrai utilizzare imagick nel tuo sito WordPress.

  • Cosa è un LAMP Server

    Cosa è un LAMP Server

    Per capire Cosa è un LAMP Server prima di tutto bisogna sapere che LAMP è un acronimo. Più precisamente è l’acronimo di Linux, Apache, MySQL, e PHP. Questi 4 software insieme, offrono un set collaudato di software per fornire applicazioni web ad elevate prestazioni.

    • Linux è il sistema operativo
    • Apache è il server Web
    • MySQL (o da un po’ di tempo anche MariaDB) è il database
    • PHP è il linguaggio di programmazione

    Tutti sono programmi opensource che spesso, ma non sempre, sono anche sinonimo di gratuità. Opensource più che altro significa che il codice con cui è scritto un programma è visualizzabile a tutti e per questo può essere utilizzato e/o modificato a piacimento.

    Come ho detto è un sistema collaudato e costantemente sotto manutenzione e aggiornamento ormai da decenni. Per questo è utilizzato nella stragrande maggioranza dei server su cui girano siti Internet. In particolare quelli costruiti con altri programmi Opensource come ad esempio il notissimo WordPress. Ma oltre a siti Internet può essere utilizzato anche per sviluppare vere e proprie applicazioni. Se hai un sito Internet puoi star certo che funziona grazie all’insieme dei software che compongono LAMP.

    Ma per capire meglio cosa è un server LAMP vediamo il funzionamento di questi 4 programmi che lavorano in simbiosi tra di loro.

    Come funziona un server LAMP

    Quando un utente digita l’indirizzo di un sito in un browser oppure fa una ricerca in un motore di ricerca, queste viene inviato al server web, Apache in questo caso. Il server web interpreta la richiesta e se questa è un file PHP la invia a PHP che carica il file e legge il codice che vi è contenuto. A questo punto PHP interroga il database, MySQL, qualora nel file PHP ci siano dati che sono archiviati nel database. Finito questo lavoro PHP un file in linguaggio HTML che è il tipo di file che viene richiesto da un browser. Ora PHP invia di nuovo il risultato al web server che poi ce lo restituisce nel browser e noi lo chiamiamo comunemente “pagina”.

    Cosa è un server LAMP ma cosa è anche un server WAMP

    Un server WAMP non è altro che un server LAMP ma utilizzabile sul più conosciuto sistema operativo Microsoft Window. Infatti l’acronimo è simile, differisce solo per il sistema operativo. Quindi stavolta, WAMP, è l’acronimo di Windows, Apache, MySQL, e PHP.

    Esistono infatti dei programmi gratuiti che installano tutto il necessario, ovvero i 3 software base per un server web, su Windows. Sono comunemente usati da sviluppatori di siti Internet che utilizzano computer con Windows invece che con Linux. L’utilità, avendo il server web direttamente sul proprio computer detto anche “in locale”, quindi la velocità è superiore. Inoltre il sito non è visibile a tutto il mondo, per cui si può sviluppare con calma senza che nessuno veda le varie fasi.

    I programmi per creare un server WAMP più noti sono:

    • XAMPP (aggiunge anche il linguaggio di programmazione PERL)
    • WAMP
    • Laragon (si può installare anche il web server più performante NGINX)
    • EasyPHP (si può installare anche il framework Laravel)
    • MAMP (si può installare anche il web server più performante NGINX)
    • Winginx (si può installare anche il web server più performante NGINX)
    • UwAmp
  • Come creare un server LAMP con Laragon

    Come creare un server LAMP con Laragon

    In questa guida vedremo Come creare un server LAMP con Laragon. Ma cosa è un server LAMP? Se già lo sai salta quanto di seguito altrimenti leggi questo articolo: Cosa è un LAMP Server.

    Perchè usare Laragon come server LAMP?

    Chi utilizza la pratica di avere un server LAMP su proprio computer o comunque molti altre persone, conoscono i più noti WAMP e XAMPP. In questa guida invece mi occuperò del più sconosciuto LARAGON in ambiente Windows. Quindi in questo caso sarebbe più preciso chiamarlo server WAMP. Laragon utilizza il server web NGINX, noto per essere più performante di Apache. Anche se alcuni host utilizzano l’accoppiata di entrambi dando a NGINX la funzione di reverse proxy che ne aumenta la sicurezza.

    Inoltre in Laragon è possibile integrare numerosi ambienti di sviluppo come git, phpmyadmin, Node.js, MongoDB, Python, Django, Flask, Postgre, Ruby, JavaScript e altri.

    Installazione di Laragon

    Per prima cosa, ovviamente, bisogna scaricare Laragon, al momento della stesura di questo articolo nella versione 6.0.0.0, a questo link: https://laragon.org/download.
    Come potrai vedere esiste sia la versione portable (senza bisogno di installazione) che la versione con installer. La versione con installer installerà i componenti necessari per creare il server LAMP con Laragon già più o meno aggiornati, con Apache invece di NGINX. In questa guida utilizzerò la versione portable che sarà utile per spiegare come aggiornare i vari software in futuro anche se si utilizza l’installer e troverò di default il server NGINX. Quindi scaricherò il file compresso e lo decomprimerò in una cartella su un secondo disco che ho (D:) e quindi il percorso sarà D:\laragon.

    Adesso avvia il programma che si trova nel percorso D:\laragon, laragon.exe e quindi Laragon si avvierà.

    Come creare un server LAMP con Laragon

    Di default l’interfaccia è in inglese, se ti va bene lasciala così altrimenti se vuoi utilizzarlo in italiano segui queste istruzioni:

    1. Clicca con il tasto destro in un punto qualsiasi del programma
    2. Dal menù che si apre clicca su Preferences…
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
    1. Nella nuova finestra seleziona Italian da “Language”
    Come creare un server LAMP con Laragon

    Installazione di phpMyAdmin automatica

    Con Laragon troverai HeidiSQL come gestore di database. Se ti va bene nulla da fare, ma se invece vuoi utilizzare il più noto e utilizzato phpMyAdmin vediamo come fare.

    1. Clicca con il tasto destro del mouse sempre in uno spazio vuoto dell’interfaccia di Laragon
    2. Dal menù che si apre seleziona Attrezzi (ho italianizzato l’interfaccia), dal sottomenù seleziona Quick Add e dal nuovo sottomenù Configurazione…
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
    1. Ora ti si aprirà il file di configurazione con Notepad++ che è integrato. Da qui cambiamo il link obsoleto che è nella direttiva *phpmyadmin= con il link all’ultima versione o una versione che preferisci e nella lingua che preferisci. Per fare ciò devi trovare il link della versione che vuoi a questo indirizzo: https://www.phpmyadmin.net/files
      Basta cliccare con il tasto destro del mouse sopra il collegamento e dal menù scegliere “Copia collegamento”. Almeno con Microsoft Edge, con altri browser sarà una cosa simile
    2. Sostituisci il link nel file di configurazione aperto precedentemente con quello della versione che hai scelto.
      N.B.: se vuoi installare sempre l’ultima versione, anche in futuro, puoi inserire il generico link: https://www.phpmyadmin.net/downloads/phpMyAdmin-latest-all-languages.zip
    1. Adesso per avviare phpMyAdmin puoi cliccare sul tasto “Database” presente nell’interfaccia iniziale.
      ATTENZIONE: si aprirà il browser e vedrai subito un avviso

    Ciò è dovuto al fatto che di default la versione di PHP installata è la 5.4.9, obsoleta e non più supportata. Quindi passa al paragrafo “Aggiornamento PHP per Laragon” e risolverai il problema.

    Configurare phpMyAdmin per Laragon

    Nel caso in cui tu abbia installato phpMyAdmin per la prima volta, noterai un avviso del fatto che la passphrase segreta non è impostata nel file di configurazione:

    The secret passphrase in configuration (blofish_secret) is not the correct lenght. It should be 32 bytes long

    Ecco come impostare la passphrase nel modo corretto:

    1. Apri \etc\apps\phpMyAdmin\config.inc.php e cerca il seguente codice (intorno alla riga 16):
      $cfg['blowfish_secret'] = 'chiave segreta di default'; /* YOU MUST FILL IN THIS FOR COOKIE AUTH! */
    2. Sostituisci la chiave segreta automaticamente impostata con una di almeno 32 caratteri
      Esempio: $cfg['blowfish_secret'] = 'NxiQiEpRHwcD2&SFr6&BFMgU67BkR4ZL';

    Sempre nel caso in cui tu abbia installato phpMyAdmin per la prima volta, noterai un altro avviso:

    The phpMyAdmin configuration storage is not completely configured, some extended features have been deactivated. Find out why. Or alternately go to ‘Operations’ tab of any database to set it up there.

    Ecco come risolvere:

    1. All’interno dell’avviso, clicca sul link Find out why
    1. Nella pagina successiva clicca su Create, phpMyAdmin creerà e configurerà un database chiamato phpmyadmin

    Aggiornamento PHP per Laragon

    1. Prima di tutto, se già non lo fosse, bisogna installare le ultime librerie Visual C++ Redistributable for Visual Studio 2015-2022
    2. Ora scarica la versione di PHP in formato zip che preferisci da questo link: PHP For Windows: Binaries and sources Releases
    3. Quindi decomprimi il file appena scaricato nella nella cartella D:\laragon\bin\php creando una carella con lo stesso nome del file zip.
      Per esempio, per l’ultima versione attuale (8.3.3) il file si chiama php-8.3.3-Win32-vs16-x64, per cui il percorso dei file sarà D:\laragon\bin\php\php-8.3.3-Win32-vs16-x64
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
    1. Adesso clicca con il tasto destro in un punto qualsiasi dell’interfaccia di Laragon, dal menù seleziona PHP, poi Versione e successivamente php-8.3.3-Win32-vs16-x64
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon

    Aggiornamento di MySQL su Laragon

    1. Come nell’aggiornamento di PHP bisogna installare le ultime librerie Visual C++ Redistributable for Visual Studio 2015-2022
    2. Adesso vai alla pagina del download di MySQL versione Community: MySQL :: Download MySQL Community Server
    1. Scarica il file compresso .zip per Windows
    2. Decomprimi il file in una cartella con lo stesso nome del file zip dentro la cartella D:\bin\mysql
      Per esempio, per l’ultima versione attuale (8.3.0) il file si chiama mysql-8.3.0-winx64, per cui il percorso dei file sarà D:\laragon\bin\mysql\mysql-8.3.0-winx64
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
    1. Adesso clicca con il tasto destro in un punto qualsiasi dell’interfaccia di Laragon, dal menù seleziona MyQL, poi Versione e successivamente mysql-8.3.0-winx64
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragonv

    Aggiornamento di nginx su Laragon

    1. Scarica l’ultima o la versione che preferisci di nginx da questa pagina: nginx: download
      NOTA BENE: devi scaricare la versione per Windows (nginx/windows)
    2. Decomprimi il file D:\laragon\bin\nginx con lo stesso nome del file zippato
      Per esempio, per l’ultima versione attuale, il file zip si chiama nginx-1.25.4, di conseguenza il percorso sarà D:\laragon\bin\nginx\nginx-1.25.4
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
    1. Adesso clicca con il tasto destro in un punto qualsiasi dell’interfaccia di Laragon, dal menù seleziona seleziona Nginx, poi Versione e successivamente nginx-1-25-4
    Come creare un server LAMP con Laragon
    Come creare un server LAMP con Laragon
  • Temi e plug-in premium WordPress

    Temi e plug-in premium WordPress

    Questo articolo si rivolge a chi cerca temi e plug-in premium per WordPress a prezzi convenientissimi.

    LEGGI BENE PRIMA DI CONTINUARE LA LETTURA: in questo articolo racconto la mia esperienza, non è assolutamente un invito ad acquistare temi e plug-in premium per WordPress dal sito che indicherò. Se vuoi acquistare qualcosa da questo sito lo fai a tuo “rischio e pericolo”.

    Ormai siamo nell’era della rivendita di licenze per software usate e dismesse. Ma sono veramente legali? Sì Secondo la Corte Europea con sentenza n. C-128/2011.

    In questo nuovo mondo di licenze, generalmente di prodotti Microsoft, si è fatta spazio anche la rivendita di temi e plug-in per il famoso CMS (content management system) WordPress. Software eccezionale per la creazione di siti Internet.

    Di conseguenza sono nati nuovi siti dove si vendono temi e plug-in per WordPress in versione premium, ovvero la versione che il creatore vende. Solitamente i prezzi di questi prodotti non sono molto abbordabili. Anzi, molti li puoi avere solo pagando un prezzo mensile vita natural durante. Cioè non compri la licenza e poi è tuo ma lo devi pagare per tutta la vita o quantomeno per tutto il tempo che lo utilizzerai.

    Invece da questi siti di cui ho parlato, puoi acquistare tantissimi temi e plug-in premium per 4 soldi.

    È una fregatura? È una truffa? Difficile rispondere a questa domanda, io ne ho voluto provare uno e qui racconterò cosa ho sperimentato.

    Temi e plug-in premium WordPress: la mia esperienza

    Il sito che ho voluto provare è GPLCrafter. Il primo ordine l’ho fatto il 5 febbraio di quest’anno. Ho acquistato il notissimo plug-in Elementor, Elementor Themeforest Template Kit Bundle e l’altrettanto noto plug-in per gestire la cache WP Rocket. Il tutto per la modica cifra di 11,99$, quasi 12 euro. Ho pensato: “alla peggio avrò buttato 12 euro” e sinceramente le mie speranze non erano tante.

    Al contrario della mia sfiducia, pochissimo tempo dopo mi è arrivata una mail con i link a dove scaricare gli acquisti menzionati. Li ho scaricati e installati e devo dire che funzionavano.

    Temi e plug-in premium WordPress
    Temi e plug-in premium WordPress

    Visto il “successo” del primo acquisto, ho fatto altri 4 ordini comprendenti sia plug-in che temi premium per WordPress. Come la prima volta anche le altre 4 sono andate a buon fine. Ovvero quasi subito mi è arrivata la mail con i link e tutto perfettamente funzionante.

    Tra le altre cose nell’area clienti puoi vedere tutti gli acquisti fatti e riscaricare quello che è stato acquistato successivamente.

    Alcuni temi e plug-in si aggiornano automaticamente, altri bisogna scaricare la versione più nuova dall’area clienti e installarla manualmente.

    Mi è anche capitato di avere un problema e di conseguenza ho aperto un ticket all’assistenza. Per quel che posso dire mi hanno risposto e risolto il problema.

    In ogni caso la durata è di due anni ma i prezzi si aggirano tutti intorno ai 4 euro. Dopo due anni saranno spariti? Può anche essere, detto in sincerità non mi sento di dire no.

  • Server LAMP : come installare Apache, PHP 7.3 e MySQL in Linux CentOS 7.6

    Server LAMP : come installare Apache, PHP 7.3 e MySQL in Linux CentOS 7.6

    Questo tutorial mostra come installare un server web Apache sul server Linux CentOS 7 con PHP (mod_php) e database MySQL. L’acronimo LAMP è l’abbreviazione di Linux, Apache, MySQL, PHP.
    Questa esercitazione aggiornata mostra l’installazione delle ultime versioni PHP (7.0, 7.1, 7.2 e 7.3) su CentOS 7.6.

    1. NOTE PRELIMINARI

    In questo tutorial, uso il nome host server1.example.com con l’IP privato 10.0.0.1. Queste impostazioni potrebbero essere diverse per ogni utente, pertanto è necessario sostituirle in modo appropriato.

    Aggiungerò il repository EPEL per installare l’ultimo phpMyAdmin come segue:

    # rpm –import /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY
    # yum -y install epel-release

    Per modificare i file sulla shell, installerò l’editor nano. Se si preferisce vi per la modifica dei file, saltare questo passaggio:

    # yum -y install nano

    2. INSTALLARE MySQL / MariaDB

    MariaDB è un fork MySQL dello sviluppatore originale di MySQL, Monty Widenius. MariaDB è compatibile con MySQL e ho scelto di utilizzare MariaDB qui invece di MySQL. Eseguire questo comando per installare MariaDB con yum:

    # yum -y install mariadb-server mariadb

    Quindi creiamo i collegamenti di avvio del sistema per MySQL (in modo che MySQL si avvii automaticamente ogni volta che il sistema si avvia) e avviamo il server MySQL:

    # systemctl start mariadb.service
    # systemctl enable mariadb.service

    Impostare le password per l’account root di MySQL:

    # mysql_secure_installation

    [root@server1 ~]# mysql_secure_installation
    In order to log into MariaDB to secure it, we’ll need the current password for the root user.  If you’ve just installed MariaDB, andyou haven’t set the root password yet, the password will be blank, so you should just press enter here.
    Enter current password for root (enter for none): <–INVIO
    OK, successfully used password, moving on…
    Setting the root password ensures that nobody can log into the MariaDBroot user without the proper authorisation.
    Set root password? [Y/n] <–INVIO
    New password: <–crea la tua password
    Re-enter new password: <–riscrivi la password creata precedentemente
    updated successfully!
    Reloading privilege tables..
    … Success!
    By default, a MariaDB installation has an anonymous user, allowing anyoneto log into MariaDB without having to have a user account created forthem.  This is intended only for testing, and to make the installationgo a bit smoother.  You should remove them before moving into aproduction environment.
    Remove anonymous users? [Y/n] <–INVIO
    … Success!
    Normally, root should only be allowed to connect from ‘localhost’.  Thisensures that someone cannot guess at the root password from the network.
    Disallow root login remotely? [Y/n] <–INVIO
    … Success!
    By default, MariaDB comes with a database named ‘test’ that anyone canaccess.  This is also intended only for testing, and should be removed before moving into a production environment.
    Remove test database and access to it? [Y/n] <–INVIO
    – Dropping test database…
    … Success!
    – Removing privileges on test database…
    … Success!
    Reloading the privilege tables will ensure that all changes made so farwill take effect immediately.
    Reload privilege tables now? [Y/n] <–INVIO
    …Success!
    Cleaning up…
    All done!  If you’ve completed all of the above steps, your MariaDB installation should now be secure.
    Thanks for using MariaDB!
    [root@server1 ~]#

    3. INSTALLARE APACHE

    CentOS 7 viene fornito con Apache 2.4. Apache è direttamente disponibile come pacchetto CentOS 7, quindi possiamo installarlo in questo modo:

    # yum -y install httpd

    Ora configura il tuo sistema per avviare Apache al momento dell’avvio:

    # systemctl start httpd.service
    # systemctl enable httpd.service

    Per poter accedere al web server dall’esterno, dobbiamo aprire le porte HTTP (80) e HTTPS (443) nel firewall. Il firewall predefinito su CentOS è firewalld che può essere configurato con il comando firewalld-cmd:

    # firewall-cmd –permanent –zone=public –add-service=http
    # firewall-cmd –permanent –zone=public –add-service=https
    # firewall-cmd –reload

    Ora dirigere il browser all’indirizzo IP del server, nel mio caso http://10.0.0.1, e si dovrebbe vedere la pagina segnaposto Apache

    4. INSTALLARE PHP

    La versione PHP che viene fornita con CentOS come predefinito è piuttosto vecchio (PHP 5.4). Pertanto vi mostrerò in questo capitolo alcune opzioni per installare le versioni PHP più recenti come PHP 7.0 a 7.3 dal repository Remi.

    Aggiungere il repository Remi CentOS:

    # rpm -Uvh http://rpms.remirepo.net/enterprise/remi-release-7.rpm

    Installa yum-utils perché abbiamo bisogno dell’utility yum-config-manager:

    # yum -y install yum-utils

    ed eseguire yum update:

    # yum update

    Ora devi scegliere quale versione PHP vuoi usare sul server. Se si desidera utilizzare PHP 5.4, quindi procedere al capitolo 4.1. Per installare PHP 7.0, seguire i comandi del capitolo 4.2, per PHP 7.1 capitolo 4.3, per PHP 7.4 utilizzare il capitolo 4.4 e per PHP 7.3 seguire invece il capitolo 4.5. Seguire solo uno dei capitoli 4.x e non tutti perchè è possibile utilizzare solo una versione PHP alla volta con Apache mod_php.

    4.1 INSTALLARE PHP 5.4

    Per installare PHP 5.4, eseguire questo comando:

    # yum -y install php

    4.2 INSTALLARE PHP 7.0

    Possiamo installare PHP 7.0 e il modulo Apache PHP 7.0 come segue:

    # yum-config-manager –enable remi-php70
    # yum -y install php php-opcache

    4.3 INSTALLARE PHP 7.1

    Se invece si desidera utilizzare PHP 7.1, utilizzare:

    # yum-config-manager –enable remi-php71
    # yum -y install php php-opcache

    4.4 INSTALLARE PHP 7.2

    Se si desidera utilizzare PHP 7.2, utilizzare invece:

    # yum-config-manager –enable remi-php72
    # yum -y install php php-opcache

    4.5 INSTALLARE PHP 7.3

    Se invece vuoi usare PHP 7.3, esegui:

    $ yum-config-manager –enable remi-php73
    $ yum -y install php php-opcache

    In questo esempio userò PHP 7.3.

    Dobbiamo riavviare Apache per applicare le modifiche:

    # systemctl restart httpd.service

    5. TEST PHP E OTTENERE DETTAGLI SULL’INSTALLAZIONE DI PHP

    La radice dei documenti del sito Web predefinito è /var/www/html. Creeremo un piccolo file PHP (info.php) in quella directory e lo richiameremo in un browser per testare l’installazione di PHP. Il file mostrerà molti dettagli utili sulla nostra installazione di PHP, come la versione di PHP installata:

    # nano /var/www/html/info.php

    Nel file info.php bisogna inserire queste direttive:

    <?php
    phpinfo();

    Ora puntare con un browser all’indirizzo: http://10.0.0.1/info.php

    Come si può vedere, PHP 7.3 funziona e funziona tramite il gestore Apache 2.0, come mostrato nella riga API del server. Se scorri più in basso, vedrai tutti i moduli che sono già abilitati in PHP. MySQL non è elencato, il che significa che non abbiamo ancora il supporto MySQL in PHP.

    6. Ottenere supporto MySQL in PHP

    Per ottenere il supporto MySQL in PHP, possiamo installare il pacchetto php-mysqlnd. È una buona idea installare alcuni altri moduli PHP e potresti averne bisogno per le tue applicazioni. Puoi cercare i moduli PHP disponibili in questo modo:

    # yum search php

    Scegli quelli che ti servono e installali in questo modo:

    # yum -y install php-mysqlnd php-pdo

    Nel prossimo passaggio installerò alcuni moduli PHP comuni richiesti dai sistemi CMS come WordPress, Joomla e Drupal:

    # yum -y install php-gd php-ldap php-odbc php-pear php-xml php-xmlrpc php-mbstring php-soap curl curl-devel

    Ora riavvia il server web Apache:

    # systemctl restart httpd.service

    Ora ricarica http://10.0.0.1/info.php nel tuo browser e scorri di nuovo verso il basso fino alla sezione dei moduli. Ora dovresti trovare un sacco di nuovi moduli come curl ecc.:

    Se non hai più bisogno dell’output delle informazioni PHP, elimina quel file per motivi di sicurezza.

    # rm /var/www/html/info.php

    7. Installazione di phpMyAdmin

    phpMyAdmin è un’interfaccia web attraverso la quale è possibile gestire i database MySQL.
    phpMyAdmin ora può essere installato come segue:

    # yum -y install phpMyAdmin

    Ora configuriamo phpMyAdmin. Modifichiamo la configurazione di Apache in modo che phpMyAdmin consenta connessioni non solo da localhost (commentando <RequireAny> e aggiungendo la riga ‘Require all granted’):

    # nano /etc/httpd/conf.d/phpMyAdmin.conf

    [...]
    Alias /phpMyAdmin /usr/share/phpMyAdmin Alias /phpmyadmin /usr/share/phpMyAdmin <Directory /usr/share/phpMyAdmin/>
    AddDefaultCharset UTF-8

    <IfModule mod_authz_core.c>
    # Apache 2.4
    # <RequireAny>
    # Require ip 127.0.0.1
    # Require ip ::1
    # </RequireAny>
    Require all granted
    </IfModule>
    <IfModule !mod_authz_core.c>
    # Apache 2.2
    Order Deny,Allow
    Deny from All
    Allow from 127.0.0.1
    Allow from ::1
    </IfModule>
    </Directory>
    <Directory /usr/share/phpMyAdmin/> Options none AllowOverride Limit Require all granted </Directory>

    [...]

    Riavvia Apache per applicare le modifiche alla configurazione:

    # systemctl restart httpd.service

    Successivamente, puoi accedere a phpMyAdmin puntando il browser su http://10.0.0.1/phpmyadmin/

  • Impostazioni SEO per WordPress

    Impostazioni SEO per WordPress

    Le impostazioni SEO (Search Engine Optimization) sono quelle regole da seguire quando si crea un sito Internet, affinché il nostro sito possa comparire tra le prime posizioni durante una ricerca su un motore di ricerca (Google, Bing, Yahoo, Baidu, Virgilio, Arianna per citare i più noti).

    Per scalare le vette oltre a fare un’ottimo SEO c’è l’opzione “pago i motori di ricerca”, non è l’opzione che prenderemo in esame.

    Queste sono, almeno per me, le regole da seguire.

    La prima regola ci viene dal motore di ricerca stesso, prendiamo ad esempio che il nostro sito tratti ricette di cucina ed io voglio scrivere una ricetta sulla pasta al ragù. Vado su Google e inizio a scrivere qualcosa inerente alla pasta al ragù, che ne so, qualcosa del tipo “come si fa la pasta al ragù”. Attualmente (questa è una variabile temporale) noterò che iniziando a “come si fa la pasta” senza ancora aver scritto “ragù”, Google mi da dei suggerimenti, il primo dei quali è “come si fa la pasta frolla” e non al ragù. Questi suggerimenti sono dati in quanto sono le ricerche più frequenti su Google. Se voglio avere un sito di successo probabilmente mi conviene converge la mia ricetta su “pasta frolla” piuttosto che su “ragù”. Avrò tutto il tempo per scrivere una ricetta anche sulla pasta al ragù in futuro.

    Noteremo anche in base alla richiesta fatta su Google, nella pagina che ci viene restituita con i risultati, ad un certo punto (non è mai lo stesso) c’è una sezione intitolata Le persone hanno chiesto anche c’è una lista di ricerche fatte frequentemente.

    Tutto questo lungo discorso è stato per dire che se al vostro articolo dare il nome di “Come si fa la pasta frolla”, le probabilità di scalare la vetta aumenteranno.

    Il titolo della pagina è una delle parti più importanti del SEO. Il titolo della tua pagina è la prima cosa che le persone vedono dal tuo sito e spesso l’unica cosa. È anche una delle prime cose che i motori di ricerca guardano per determinare di cosa tratta il tuo post. Se vuoi che il tuo post sia classificato per una frase chiave di messa a fuoco specifica, dovresti cercare di posizionare la frase chiave di messa a fuoco all’inizio del titolo in modo da chiarire di cosa tratta il tuo post. Non avere un titolo con la tua chiave di messa a fuoco la rende molto più difficile classificare il tuo post e convincere le persone a fare clic sul tuo risultato di ricerca. Si dovrebbe, quindi, mettere un sacco di sforzo nel renderlo descrittivo, attraente e allettante.

    La seconda regola è quella di scrivere il testo del nostro articolo con una lunghezza di almeno 300 caratteri.

    Ci sono diversi motivi per cui la lunghezza del testo è importante per la SEO. Innanzitutto: le pagine che contengono pochissimo contenuto (testuale) hanno maggiori probabilità di essere considerate di scarso valore per gli utenti, e quindi le pagine di “contenuto scarso” dai motori di ricerca. Inoltre: più è lungo il testo, più è facile per i motori di ricerca determinare di cosa si tratta, soprattutto se è ben ottimizzato per la frase o le frasi. Probabilmente avrai più titoli, più link e più immagini contenenti la frase chiave. Infine, scrivere un testo più lungo aumenta le probabilità che ti classifichi per più varianti di coda lunga della frase chiave per cui hai ottimizzato il testo. Dopo tutto, in un testo lungo, probabilmente discuterai più argomenti secondari. Il tuo articolo avrà la possibilità di apparire nei risultati di ricerca per tutte queste varianti di coda lunga.

    La terza regola è applicare nel testo formati come grassetto, sottolineature e corsivo a parole chiave, senza esagerare perché un pastrocchio potrebbe addirittura retrocedere.

    La quarta regola è utilizzare sinonimi della stessa parola qualora questa venga utilizzata spesso.

    La quinta regola è quella di inserire il titolo dell’articolo anche nel primo paragrafo.

    La tua introduzione è un paragrafo cruciale per i tuoi lettori. Decideranno se il testo riguarda o meno un argomento che vorrebbero leggere. Per questo, l’introduzione è molto importante anche per Google. Google utilizza la tua introduzione per determinare di cosa tratta il testo. Le parole che si desidera classificare per (il vostro focus keyphrase) dovrebbe essere in tale introduzione. Hai solo pochi secondi per attirare l’attenzione del lettore. Assicurati che il primo paragrafo indichi il messaggio principale del tuo post. In questo modo, rendi più facile per il tuo lettore capire di cosa tratta il tuo post e: dici a Google di cosa tratta il tuo post.

    La sesta regola è quella di utilizzare un titolo per l’articolo, che poi diventa anche la frase chiave, di una certa lunghezza.

    Usando frasi chiave con focus più lungo, stai ottimizzando automaticamente il tuo post per la coda lunga. Più lunga è la frase chiave, meno concorrenti avrai. Questo non vuol dire che dovresti trasformare la tua frase chiave in una frase intera. Consiglio un massimo di quattro parole chiave pertinenti per la frase chiave del focus. Frasi chiave più lunghe rendono più difficile ottimizzare il tuo post. Semplicemente perché è necessario utilizzare ripetutamente un gran numero di parole vicine l’una all’altra, cercando comunque di creare una copia leggibile.

    È vero anche il contrario: l’utilizzo di una singola parola chiave con focus di alto livello potrebbe semplificare l’ottimizzazione del post, ma sarà più difficile per quel post classificarsi per quel termine specifico. La competizione sarà più accesa. Se la tua frase chiave è lunga o breve dipende da dove verrà posizionato il nuovo contenuto nella struttura interna del tuo sito web. Pensare in anticipo a come sono correlati i tuoi diversi articoli ti impedirà di riutilizzare la tua frase chiave e quindi di competere con te stesso nei risultati di ricerca.

    La settima regola è quella di riutilizzare la frase chiave, che poi sarebbe il titolo, più volte all’interno del testo.

    Google tenta di far corrispondere la query di ricerca di un utente alle pagine web più adatte. Per abbinare le tue pagine web a una determinata query, Google deve capire di cosa tratta la tua pagina web. Ecco perché dovresti usare la tua frase chiave, la frase per cui vuoi classificarti, nel tuo articolo. Spesso viene naturale. Se volete classificarvi per esempio per “come si fa la pasta frolla” questa frase andrebbe utilizzata più volte.

    Se scrivi un testo, può succedere che userai le parole della tua frase chiave in un ordine diverso o con altre parole intermedie, poiché Google la riconoscerà come la stessa frase chiave.

    Se ripeti la tua frase chiave molto spesso nel tuo articolo diventa spiacevole da leggere per i tuoi visitatori. Questo è qualcosa che si dovrebbe evitare in ogni momento, perché vuoi che gli utenti possano apprezzare e comprendere bene l’articolo. È anche un segnale per Google che potresti riempire le parole chiave nel tuo testo, noto anche come ottimizzazione eccessiva. Poiché a Google piace mostrare agli utenti il ​​miglior risultato, sia in termini di pertinenza che di leggibilità, ciò può influire negativamente sulle tue classifiche, questo può influenzare negativamente le tue classifiche.

    L’ottava regola è non utilizzare la stessa frase chiave e quindi titolo più di una volta.

    Se ottimizzi più post o pagine per la stessa frase chiave, potresti riscontrare problemi di contenuto duplicati. Ciò significa che Google (o altri motori di ricerca) si confondono su quale pagina o post classificare per una determinata query. Ad esempio, se ottimizzi due post per “come si fa la pasta frolla” Google potrebbe non sapere quale classificare più in alto per quella query. Pertanto potrebbe persino classificare entrambi gli articoli in basso e un articolo di un altro sito Web in alto.

    La nona regola è quella di utilizzare collegamenti esterni ossia verso pagine di un altro sito.

    Internet esiste in virtù di link e riteniamo che dovresti connetterti ad altri siti web, ogni volta che ha senso. Se non aggiungi almeno un link in uscita seguito, riceverai un punto rosso. Questo perché pratichiamo SEO olistico, e crediamo che, insieme, possiamo costruire un web migliore. Ciò significa che dovresti fare uno sforzo nel dare alle persone crediti per aver scritto buoni contenuti o per fornire ottime risposte. Puoi farlo aggiungendo link seguiti ai creatori di contenuti di alta qualità sull’argomento che stai discutendo nel tuo post. Seguito significa che i motori di ricerca possono seguire questi link, aggiungere valore all’articolo e forse classificarlo più in alto. I link non seguiti non forniscono valore.

    La decima regola è quella di inserire collegamenti a pagine interne al vostro sito ad esempio un articolo che avete già scritto in precedenza o ad una pagina statica.

    Google segue i link per scoprire contenuti sui siti web e per classificare questi contenuti nei risultati di ricerca. Se un post o una pagina riceve un sacco di link questo è un segnale a Google che si tratta di un articolo importante o di alto valore. Questo vale sia per i collegamenti interni che per quelli esterni. Il collegamento interno è un elemento che controlli come proprietario del sito. Con i link interni giusti, guiderai i tuoi visitatori e Google alle tue pagine più importanti.

    Se non vuoi che Google segua un link, puoi aggiungere un tag nofollow al link. In tal caso, Google non seguirà il link e pertanto non aggiungerà valore all’articolo a cui stai collegando. Ecco perché va controllato se un link non è seguito. Se vuoi che un articolo si classifichi bene nei motori di ricerca, dovrebbe avere molti link seguiti ad esso.

    L’undicesima regola è quella di creare una descrizione meta: un breve testo che puoi aggiungere al tuo post o alla tua pagina. A volte viene mostrato nello snippet della tua pagina nei risultati di ricerca di Google. Una buona meta descrizione riassume ciò di cui tratta la pagina e spinge le persone a visitare la tua pagina. Dovrebbe essere compresa tra i 120 e i 156 caratteri, meno o più ovviamente penalizza.

    Google a volte visualizza la meta descrizione sotto il titolo dei tuoi post nei risultati di ricerca. Questo piccolo pezzo di articolo può invogliare le persone a fare clic sulla tua pagina nei risultati di ricerca. Se la tua pagina viene cliccata molto nei risultati di ricerca, questo è un segnale a Google che il tuo sito fornisce ciò che le persone, con una particolare query, stanno cercando, il che può aumentare il posizionamento della tua pagina.

    Purtroppo, non possiamo controllare completamente ciò che Google visualizza nei risultati di ricerca. A volte decide di mostrare la meta descrizione, a volte prende alcune frasi del tuo articolo. Tuttavia, ti invitiamo a scrivere una descrizione meta. Può essere la tua migliore occasione per convincere le persone a visitare la tua pagina e non i tuoi concorrenti!

    Se controlli i risultati della ricerca su Google, vedrai principalmente frammenti con meta descrizioni da 120 a 156 caratteri. A volte Google mostra descrizioni meta più lunghe. Tuttavia, non possiamo prevedere quando ciò accadrà. Pertanto, ti consiglio di mantenere la tua meta descrizione tra 120 e 156 caratteri. In tal caso, se Google decide di mostrare la meta descrizione che hai scritto, verrà mostrata per intero.

    La dodicesima regola è di utilizzare la frase chiave, di conseguenza il titolo, nello slug: la frase chiave nella valutazione slug controlla se e come è stata utilizzata la frase chiave di messa a fuoco nell’URL. Il tuo articolo o pagina dovrebbe vivere su un URL facile da ricordare, mirato e SEO-friendly.

    Il tuo contenuto merita un URL memorabile. Un URL SEO-friendly è focalizzato e non troppo lungo. Cerca di mantenere i tuoi URL il più semplice e breve possibile. Un buon URL consente ai visitatori e ai motori di ricerca di capire facilmente di cosa tratta la pagina. Dovrebbe farti desiderare di fare clic su quell’URL. Se possibile, l’URL non deve contenere numeri incomprensibili o in eccesso. È una buona idea usare la frase chiave focus per quel post nel suo URL, ma cerca di renderlo naturale.

  • Perché Filezilla mi chiede di sovrascrivere i file che scarico in una cartella vuota?

    Perché Filezilla mi chiede di sovrascrivere i file che scarico in una cartella vuota?

    Molte persone si saranno trovati nella situazione di scaricare un sito, o altro, dal proprio server via FTP utilizzando Filezilla vedendosi questo programma chiedere se sovrascrivere i file.

    Ma se io scarico l’intero sito in una cartella completamente vuota perché allora mi chiede di sovrascrivere file con lo stesso nome se dentro la cartella non c’erano?

    La spiegazione è questa: si presuppone che il vostro hosting abbia come sistema operativo uno dei tanti Linux, probabilmente CentOS. Linux è case sensitive cioè fa distinzione se i nomi dei file sono scritti in minuscolo o maiuscolo. Per esempio “info.txt” è differente da “INFO.TXT” e pure da “Info.txt”.

    Noi siamo abituati su Windows che a prescindere da come sia scritto il file, in termini di maiuscole e minuscole, ci “vieta” di mettere in una stessa cartella due file con nome uguale, su Linux invece se sono scritti in maniera diversa, come l’esempio sopra, due file con lo stesso nome posso convivere in una directory (cartella).

    Con ogni probabilità nel vostro download da server Linux, si trovano file con lo stesso nome ma scritti in maniera diversa per quanto riguarda le maiuscole e minuscole. Quindi ci avvisa (prompt) che bisogna fare qualcosa: sovrascrivere o ignorare. Quale sia la migliore delle due è relativo a quello che si cerca di scaricare ma una risposta ben precisa non la saprei dare senza fare delle accurate prove.

    Filezilla non ha nessuna opzione per ovviare quanto detto.

    Create un file ZIP dal file manager del pannello di controllo del vostro hosting, se questo lo permette per fare un backup. Per esempio Se il vostro hosting utilizza plesk come pannello di controllo per gestire il dominio è possibile.

    Il bello invece viene quando si è certi che nella cartella non ci siano file con lo stesso nome nemmeno scritto diversamente. In questo caso probabilmente il server FTP dell’hosting non riesce a stare dietro alla nostra, forse, molto “potente” connessione. È facile vedere che Filezilla si sconnette e si riconette automaticamente, anche diverse volte. Succede che il file è stato copiato in parte e quindi viene tentata di nuovo la copia trovando già un file con lo stesso nome. È successo anche a me, in particolare con CMS come WordPress e Prestashop.

    Nel caso dell’hosting che utilizzo io (IlTuoHosting) sono riuscito ad ovviare a questo problema, che avevo, impostando una minore velocità di trasferimento dei file con Filezilla. Per fare questa configurazione bisogna andare nel menù Trasferimento > Limiti di velocità > Configura spuntare Abilita Limiti di velocità e nel campo Limite di download impostare un valore più basso, di default è 1000 KiB/s. Nel mio caso l’ho impostato a 100 ma potrebbe essere necessario anche meno.

    Un altro aiuto viene dal forzare Filezilla a scaricare solo un file per volta e non 2 in parallelo come è impostato di default: Modifica > Impostazioni… > Trasferimenti > Trasferimenti massimi simultanei da mettere ad 1.

    Certo indubbiamente queste configurazioni rallenteranno notevolmente il download di un intero sito ma, a meno che non funzioni nemmeno così, si avrà la certezza di aver fatto un backup vero.

  • Testo colorato su Gutenberg di WordPress

    Testo colorato su Gutenberg di WordPress

    Scrivendo un articolo mi sono accorto, prima non ne avevo avuto la necessità, di non poter cambiare colore al testo con l’ormai non più nuovo editor Gutenberg di WordPress.

    Infatti il blocco che l’editor da in automatico per la scrittura di un testo (Paragrafo) non ha nessuna opzione per poter cambiare il colore ad una parola.

    Non vi resta come soluzione quella di modificare il blocco di default in “Blocco classico”. Purtroppo, almeno per ora, non è possibile, fare questa variazione quando si è già cominciato a scrivere.

    Quindi bisogna andare a capo (Invio), l’editor vi darà un nuovo blocco vuoto, qui cliccare su + che compare dentro un cerchietto a sinistra, cercare nella sezione “Formattazione” ed appunto scegliere “Editor classico”.

    In questo blocco ora ci sarà una nuova barra dei comandi con anche il tastino per cambiare colore al testo.